
Mamma, come si formano le nuvole? Bella domanda Tommaso, parliamo del ciclo dell’acqua?
Di libri belli e utili al riguardo ne esistono alcuni, ma non esiste niente di più esplicativo dei piccoli esperimenti fatti con le proprie mani. Questi sono davvero semplici e i materiali sono di facilissima reperibilità, prendi appunti che non te ne pentirai.
NUVOLA IN VASO: per prima cosa, porta a bollore un po’ di acqua e versala in un vaso trasparente. Per osservare meglio il fenomeno, puoi aiutarti con del colorante alimentare che evidenzierà meglio lo stato liquido e quello gassoso dell’acqua. Tieni chiuso il barattolo per evitare la fuga di vapore, magari con una ciotolina piena di ghiaccio per creare una maggiore differenza di temperatura tra la parte alta e quella bassa del vaso e accelerare il processo di condensazione del vapore acqueo. Solleva per pochi attimi il tappo e spruzza un po’ di deodorante per ambiente (anche la lacca o altri spray vanno bene, anche un fiammifero acceso, insomma, qualsiasi cosa possa fare la parte delle particelle di polvere che si trovano nell’aria).



Esatto, il vapore acqueo non si trasformerebbe in nuvole se non esistessero particelle a cui aggrapparsi: l’acqua che evapora dai mari grazie al calore del sole sale verso l’alto, incontra la polvere con cui si aggrega e condensa in goccioline formando le nuvole. Perciò, una volta spruzzato lo spray, abbiamo richiuso il vaso e osservato la formazione di una piccola nuvola.


Infine, aprendo il coperchio la nuvola ha cominciato a salire verso l’alto e io ho potuto osservare la meraviglia negli occhi dei bambini!

E le loro manine? Le loro manine hanno cominciato ad accarezzare la nuvola, cercando di capirne la consistenza e la sensazione al tatto. Minimo sforzo e massima resa!

PIOGGIA IN VASO: grazie a un secondo esperimento abbiamo anche osservato il fenomeno della pioggia. Per non sommare troppe informazioni ai bambini, ho fatto passare alcuni giorni tra un esperimento e l’altro. Perciò, è stato necessario ripetere la parte dell’ebollizione del primo esperimento (se ci provi in estate, puoi anche sfruttare il calore del sole lasciando l’acqua a scaldarsi sotto i raggi per qualche ora).
Occhio all'altezza del contenitore! In principio abbiamo utilizzato un recipiente più largo e più basso avvolto dalla pellicola da cucina per osservare meglio il passaggio di stato da gassoso a liquido. Prima di chiuderlo abbiamo immerso due bicchierini al centro del recipiente per accogliere parte delle goccioline in caduta. Tuttavia questa parte dell'esperimento non ha funzionato con questa soluzione perché i bicchierini (troppo alti rispetto al recipiente) toccavano la pellicola. Quindi attenzione che il bicchiere non deve arrivare a filo con lo strato di chiusura per permettere al vapore e alle goccioline di entrarci.




Abbiamo quindi riprovato versando l’acqua bollente nello stesso vaso utilizzato nel primo esperimento, ma questa volta abbiamo inserito al centro un bicchiere vuoto galleggiante con molta delicatezza per non farlo riempire di acqua.


Abbiamo chiuso nuovamente il vaso con una ciotola piena di ghiaccio per accelerare il processo di condensazione e abbiamo atteso che il vapore freddo si condensasse in gocce adese alle pareti del vaso.


Pian piano, le gocce più pesanti sono ricadute verso il basso: una parte di loro è finita nell’acqua e una parte nel bicchiere che a questo punto non è più vuoto come prima.

Sembra un esperimento banale, ma è davvero in grado di rendere più tangibile anche ai più piccoli il fenomeno delle precipitazioni: l’acqua ha trovato il modo di volare fin dentro al bicchiere, e per i bambini questa è una vera e propria magia!
RIASSUMENDO: L’acqua blu nel vaso rappresenta il mare, lo spray rappresenta la polvere, il ghiaccio rappresenta l’aria fredda del cielo e il bicchiere rappresenta la terraferma: l’acqua evapora grazie al calore del sole, il vapore si condensa e forma le nuvole grazie all’aria fredda e alla polvere che incontra salendo e le goccioline più pesanti tornano a cadere in basso su tutta la terra in un ciclo continuo.
Ora tocca a te, queste quarantene sono un vero disastro ma tra mamme possiamo aiutarci! Seguimi su instagram, nelle storie trovi tante idee semplici per sopravvivere alle avventure quotidiane di chi ha figli.
MATERIALE: Per questi esperimenti davvero servono pochissimi strumenti di uso comune. Per rendere migliore l’osservazione io ho utilizzato questi coloranti alimentati e il pannello luminoso Tickit formato A2.
In particolare ho trovato alcuni libri che leggiamo spesso, sul ciclo dell’acqua i bimbi amano C’era una volta una goccia (Lapis Editore), una filastrocca, con immagini e parole evocative, adatto fin da piccolini grazie alle rime, ma utile anche ai più grandini per imparare qualche parolina nuova.


Più semplice ancora per i bimbi davvero piccini è Infinito. I magici cicli dell’universo (Lapis Editore), che contiene tanti tipi di cicli presenti in natura, tra i quali quello dell’acqua: sono giusto un paio di pagine semplici ed efficaci, con immagini eloquenti, le relative descrizioni e, per rendere tutto più magico, un’illustrazione una piccola poesia in accompagnamento nelle pagine successive.


Più difficile ma meraviglioso è Il cielo. Un libro animato per esplorare nuvole e stelle (L’Ippocampo ragazzi): è un libro dal contenuto complesso ma con immagini intagliate che incuriosiscono tutti; lo propongo già a 3 anni proprio per questo, limitandomi a spiegare a voce quello che descrive, naturalmente semplificandne il testo; al suo interno ci sono alcune pagine dedicate a questo tema e non ho potuto rinunciare a osservarle insieme ai bimbi.


Per i più grandini, Meteorologi Con La Testa Fra Le Nuvole (editoriale Scienza), un piccolo quaderno da consultare e compilare, dai contenuti interattivi per bambini curiosi e vogliosi di sperimentare.

Il passo successivo, libro che ha scaturito la domanda iniziale di Tommaso, è Nuvolario. Atlante delle nuvole (Nomos Edizioni) che affronta e spiega tutti i tipi di nuvole (e i relativi tipi di precipitazione) che si formano sopra di noi. Inutile dirlo, io ne sono innamorata, ma lo trovo adatto almeno a partire dai 5 anni per i bambini più curiosi e con alta soglia di attenzione. Le immagini sono belle e riposanti ma non catturano l’attenzione del piccolino come nel caso del libro precedente


OSSERVAZIONI DA MADRE: Giacomo (3 anni e mezzo) fatica a capire tutto il ciclo in maniera tecnica, ma questi esperimenti lo hanno impressionato e, osservandoli, ha memorizzato alcuni passaggi che ho notato essere riuscito a interiorizzare. Se non avesse fratelli maggiori, avrei evitato la lettura del Nuvolario che risulta complesso e difficile da seguire da parte sua. Maddalena (5 anni) e Tommaso (6 anni e mezzo) hanno compreso e interiorizzato entrambi gli esperimenti, seguito facilmente i libri sul ciclo dell’acqua e seguito attentamente Il nuvolario ma a piccole dosi.
Consiglio questi esperimenti dai 2 anni in su, perché, anche quando sembra che non comprendano, i bambini vengono colpiti dalla magia che vedono coi loro occhi e la conservano in memoria fino al momento in cui saranno in grado di comprenderla. A quel punto ricorderanno quel tassello nascosto da qualche parte nella loro testa e improvvisamente il cerchio si chiuderà.

Bellissimo articolo è davvero molto utile anche la parte in cui spieghi cosa non ha funzionato è preziosa per evitare di cadere negli stessi errori.
Super super bello!! Grazie 🙂
Grazie a te per il feedback, mi è molto utile!!